Uova come capire se sono fresche e come conservarle

Uova come capire se sono fresche e come conservarle

Quante volte ci siamo chiesti se le uova che abbiamo in frigo sono ancora fresche, se le abbiamo conservate in modo corretto, cosa sono tutti quei numeri sulle uova, come faccio a sapere se il contadino o l’amico che ti regala le uova ti ha dato quelle fresche oppure già di qualche giorno? Qui parleremo di Uova come capire se sono fresche e come conservarle, di come leggere il codice alfanumerico stampato sui gusci e tutto quello che c’è da sapere.

Uova come capire se sono fresche

Oramai nelle uova ci sono i codici e la scadenza per cui controllare le date è facile capirne la scadenza e di conseguenza regolarsi con il consumo, ma ci sono casi in cui si acquistano o ci vengono regalate le uova dal contadino o amico che li alleva per uso personale, allora come fare per regolarsi?

Si fa la prova dell’acqua è sale, si mettono 25 grammi di sale ogni litro di acqua e si immerge l’uovo, aspettiamo che l’uovo si assesti e dipende da come si comporta si può sapere quanto è l’età dell’uovo. Eccovi una disegno simpatico come promemoria 😀

Le uova si conservano fino a 28 giorni, ma prima di consumarle se non si è certi della data, fare delle prove,una di queste come illustrato sopra è quella dell’acqua e sale.

Osservare le uova per sapere se sono fresche

Un altra verifica è quella visiva, che poi è quella immediata e più sicura. Osserviamo bene l’uovo aperto in un piatto e le sue consistenze. Vediamo cosa osservare una volta aperto:

  • uovo fresco/freschissimo: se il tuorlo forma una cupola e l’albume è ben compatto (si può consumare crudo)
  • uovo di 3-6 giorni: il tuorlo è un po più piatto e l’albume è ben compatto ma con parte acquose
  • uovo di 2 settimane: il tuorlo non ha nessuna cupola e l’albume è la maggiorparte acquoso (da consumare dopo averlo cotto bene, come frittate o torte salate, sformati etc.)
  • Uovo vecchio attorno e oltre i 28 gg: il tuorlo è piattissimo e si rompe e l’albume opaco (meglio non consumarlo ma buttarlo)

L’ultimo trucco per sapere se l’uovo è fresco è guardarlo in controluce, se la camera d’aria dentro il guscio è piccolissima, allora l’uovo è freschissimo, mentre se la camera d’aria è molto dilatata significa che l’uovo è vecchio e non bisogna consumarlo. Certo quest’ultimo trucco per evitare di sbagliare bisognerebbe far molta pratica, per cui vi consiglio di provare i trucchi sopra e non il controluce che potrebbe ingannare 😉

Come conserve le uova e dove

Un primo consiglio che ho letto in giro è di preferire le uova confezionate nel cartone, perché questo evita la formazione di condense e brine, cosi si ha una conservazione più igienica delle uova, e poi il cartone e riciclabile 😉

Una volta acquistate le uova vanno messe in frigo per mantenerle più a lungo. Possibilmente lasciateli nella loro confezione originale mettendoli nel ripiano in alto del frigo. Evitale di metterle nel reparto dedicato alle uova nello sportello del frigo se questo è costituito solo dal porta-uova, avete presente quel pezzo con tanti fori. Se questo non fosse possibile perché il cartone o contenitore si è rotto, potete metterli o in un cesto con uno strofinaccio che poi richiuderete su se stesso, o proprio se non avete spazio potete metterli nel reparto dello sportello dedicato loro, ricordandovi di metterli a testa sotto quando li posate.

PS: I nuovi frigo hanno nello sportello un contenitore chiuso da uno sportellino proprio per evitare contaminazione con altri alimenti della salmonella.

Importante

Nei supermercati o comunque il venditore non ha l’obbligo di tenerle in frigo anche perché di solito i supermercati sono luoghi abbastanza freschi, questo per evitare che l’uovo nel tragitto tra supermercato e casa le uova potrebbero riscaldarsi producendo la brina che inumidendo il guscio dell’uovo fa penetrare le impurità nell’uovo rendendolo pericoloso per la salute.

Le uova non vanno MAI lavate prima di riporle in frigo. Se si lavano si distrugge la cuticola una sottile pellicola protettiva che impedisce il passaggio dei microrganismi, perché il guscio che protegge il contenuto, essendo poroso, se bagnato fa passare tutte le impurità e finireste per assimilarle quando le mangiate. Nel caso li compriate da un un azienda agricola o contadino e volete pulirle, usate uno spazzolino o comunque una spazzola a setole e spazzolatele asciutte senza bagnare nulla, ripulendo con un tovagliolo sempre asciutto.

Potete lavarli SOLO appena prima di utilizzarli o comunque per essere sicuri, si consiglia di non appoggiarli se ancora non lavati sul piano dove dovete impastare o mettere altro cibo, ma, aprite le uova su un altro ripiano in una ciotola o piatto, questo serve anche per controllare che siano buone per essere consumate. Poi lavatevi le mani, dove avete appoggiato i gusci e proseguite con la ricetta, questo per evitare la contaminazione incrociata e favorire il proliferare della salmonella.

  • P.S.: La Salmonella anche se il nome è carino, ma è tutt’altro che simpatica. In realtà è un agente batterico che può causare gravi patologie gastrointestinali. La si trova sia nelle uova ma sopratutto su verdure, carne e pesce. Può provocare vomito, febbre e diarrea. Più le uova sono fresche meno salmonella contengono. Per carni, verdure e pesce, attenersi alla pulizia delle mani prima e dopo averli maneggiate sia essi che l’attrezzatura utilizzata per pulirla. (tagliere, coltelli, ciotole, tavolo etc.)

Per questo è sempre consigliato, LAVARSI SEMPRE LE MANI prima e dopo che si è maneggiato uova, carne o pesce e stare attenti a non toccare altri alimenti dopo averli maneggiati per evitare contaminazioni incrociate.

Le uova Categorie e Codice

Le uova sono classificate per gategoria, categoria “A” e categoria “B”

Quelle dalla categoria “A”, o uova fresche, non debbono subire nessun trattamento e non debbono essere lavate. Se vengono lavate devono essere marchiate come “uova lavate”. La loro classificazione è la seguente:

  • XL–grandissime, minimo 73 grammi;
  • L-grandi, minimo 63 grammi;
  • M-medie, minimo 53 grammi;
  • S-piccole, meno di 53 grammi.

Nella categoria “B”, invece, rientrano le uova che non rispondono ai requisiti previsti per la categoria “A”. Esse possono essere cedute soltanto ad imprese industriali del settore alimentare oppure all’industria non alimentare. Non esiste un obbligo di etichettatura per le uova di questa categoria, ma i lotti devono essere ben distinguibili con etichette o fasce di colore rosso.

Fonte: Reg. (CE) 17.11.2003 n.2052;
• Circ. 28.01.2004 n.20334 del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali;
• Reg. (CE) 19.06.2006 n.1028;
• Reg. (CE) 23.05.2007 n.557;
• D.M. 13.11.2007.

Il codice sulle uova impariamo a leggerlo

Dal 2004 è d’obbligo che le uova abbiano apposto sul guscio un codice alfanumerico che riporta l’informazione sulla provenienza dell’uovo. Il codice sulle uova impariamo a leggerlo, non è cosi difficile come sembra.

Il codice di suddivide in 5 gruppi cosi suddivisi, ad esempio il codice 3IT012RG1316:

  • 3 = Tipologia di allevamento
  • IT = Paese di produzione delle uova
  • 012 = Codice ISTAT del comune di produzione
  • RG = Provincia di produzione
  • 1316 = Codice univoco dell’allevamento in cui la gallina ha deposto l’uovo

Tipologia di allevamento

Il primo numero identifica la tipologia di allevamento, che si distinguono in 4 tipologie siglate con un numero da “0” a “3“:

  • 0 = uova di agricoltura biologica: l’allevamento utilizza foraggi e mangimi provenienti da agricoltura biologica. Le galline hanno uno spazio all’aperto dove poter razzolare liberamente durante il giorno, in un terreno molto ampio con ampi spazi per ognuna. Le uova vengono deposte a terra o nei nidi.
  • 1 = uova di allevamento all’aperto: le galline sono liberi per alcune ore al giorno in uno spazio esterno a loro adibito.
  • 2 = uova di allevamento a terra: le galline sono libere di razzolare ma non all’aperto, hanno 1 metro quadro ciascuna di spazio, di solito dentro capannoni e depongono a terra o nei nidi.
  • 3 = uova di allevamento in gabbia o batteria: le galline non hanno alcuna libertà di movimento, passano la loro vita in gabbie strette una all’altra, vivono all’incirca 1 anno e depongono uova direttamente dalla gabbia e di solito queste gabbie sono impilate da 4 a 6 file. Dal 2012 questo metodo è stato vietato e gli allevamenti devono apportare modifiche garantendo uno spazio più ampio e diverso trattamento, ma si sa ancora ci sono persone che lo fanno e per fortuna ci sono persone che si battono perchè questo finisca. Logicamente vi consiglio vivamente di non acquistare questa tipologia perché sono quelle di più scarsa qualità.

Tanto di cappello alla COOP che ha deciso di non mettere il suo marchio/nome uova provenienti da allevamenti in gabbia e batteria.

Quindi non facciamoci ingannare dalle confezioni belle colorate con galline su prati verdi, perché magari il codice dice ben altro su come quelle galline vengano tenute e nutrite, ma impariamo a decifrare il codice cosi da fare la scelta giusta per la salute nostra e delle galline.

 

E se nei dolci non amate l’odore delle uova eccovi un trucco Puzza di uova nei dolci ADDIO

 

Ricette con uova:

Pan di spagna

Ravioli con patate

Pasta all’uovo e tantissime altre ricette sempre qui 😉

 

Spero che questo articolo vi sia stato utile.

LoryStef

 

 

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